Pavimenti in resina: una soluzione antibatterica per contrastare Covid-19

Può sembrare strano, ma tra gli alleati più preziosi per la difesa dalla diffusione della pandemia Covid-19 ci sono i pavimenti in resina.

Nonostante i recenti segnali positivi riguardanti la diffusione del virus che ha cambiato le nostre abitudini da oltre un anno, Covid-19 è insidioso e non è il momento di abbassare la guardia: mantenere un alto standard di pulizia è vitale per proteggere il benessere di tutti, a partire da famigliari per quanto riguarda le abitazioni e clienti delle aziende di tutti i settori.

Infatti, anche se i virus non crescono su una superficie inerte, studi hanno dimostrato come Coronavirus possa sopravvivere per ore o addirittura giorni su metallo, vetro, tessuti e altri tipi di materiale.

Pavimenti in resina: una soluzione antibatterica per contrastare Covid-19

Perché una pavimentazione in resina può ridurre il contagio da Covid-19

La pavimentazione che scegliete per la vostra casa o struttura commerciale può giocare un ruolo essenziale nel ridurre il rischio di trasmissione del virus all’interno dell’edificio. L’installazione di una pavimentazione in resina igienica è un ulteriore modo in cui si può garantire la sicurezza delle persone e della loro salute.

Superficie liscia e senza fughe

Rispetto a un pavimento tradizionale, che sia piastrellato o meno, i pavimenti in resina sono luminosi e professionali, in grado di conferire un aspetto nuovo e moderno a qualsiasi ambiente. La superficie liscia e uniforme è molto facile da pulire, soprattutto perché lo sporco non si accumula, come per esempio succede invece nelle fughe e nelle fessure tra una piastrella e l’altra. Inoltre la resina è un materiale impermeabile e non poroso, come invece il calcestruzzo, per cui non assorbe liquidi e sporco. Per questo è facile spazzare via la polvere con un comune aspirapolvere e lavare la superficie con acqua e detergente e asciugare con un panno. Proprio grazie alla sua facilità di pulizia, un pavimento in resina è l’ideale per luoghi in cui lo sporco deve essere eliminato velocemente e in modo sicuro, come gli ospedali.

Come si può ora facilmente dedurre, assenza di fughe, superficie liscia e quindi facilità di pulizia, rendono i pavimenti in resina igienici e antibatterici. Superfici piastrellate o in cemento sono comuni in locali commerciali e industriali, ma sono meno efficaci della resina nell’inibire la crescita batterica. Con la porosità che li contraddistingue e le fessure tra una piastrella e l’altra possono diventare infatti un nascondiglio accogliente per gli agenti patogeni. Questo vale ancora di più se il pavimento interessato è usurato e consumato: batteri e sporco saranno presenti in modo ancora più invasivo, compromettendo la sicurezza dell’ambiente e di conseguenza la salute delle persone al suo interno. Al contrario, la pavimentazione in resina viene versata direttamente sul pavimento esistente, formando uno spazio senza soluzione di continuità e non poroso, facile da pulire e sanificare in ogni angolo. L’impermeabilità all’acqua impedisce inoltre la crescita di muffe e funghi.  

Resistenza ad agenti chimici e alte temperature

I pavimenti industriali in resina sono altamente resistenti quasi a tutto: olio, benzina, detergenti e molto altro. Questo è uno dei motivi principali per cui vengono spesso usati nei garage e nell’industria automobilistica. Molte strutture, tra cui cucine, ospedali e asili, usano prodotti chimici aggressivi nel tentativo di fermare la diffusione dei batteri. La maggior parte dei sistemi di pavimentazione non sono progettati per resistere all’uso ripetuto di detergenti forti, con conseguenti danni alla superficie. I pavimenti in cemento, come visto, sono porosi per natura: senza un adeguato rivestimento protettivo, solventi, acidi, alcali e altri composti possono essere assorbiti dalla lastra di calcestruzzo e deteriorarla dall’interno. Possono addirittura scorrere al di sotto della stessa e contaminare il terreno sottostante. Al fine di proteggere la solidità strutturale e mantenere un ambiente sicuro, un pavimento in resina accuratamente selezionato e installato professionalmente con un’adeguata resistenza agli acidi è imperativo e si tratta anche di un investimento utile al risparmio, che può evitare spese per danni e riparazioni. I rivestimenti in resina ottengono una vittoria indiscutibile quando si tratta di scegliere un pavimento resistente agli agenti chimici e disinfettanti, che includono anche l’alcool.

Oltre a resistere a perdite di liquidi e ai detergenti chimici, un pavimento in resina è anche resistente al calore, che lo rende ideale per i trattamenti di sanificazione attraverso il vapore acqueo. Si tratta di un vantaggio importante per l’utilizzo della resina in ambiente sanitario, ma non solo: la sanificazione e la disinfezione raggiungono i massimi livelli sia per l’assenza di soluzioni di continuità, sia per la possibilità di utilizzare prodotti appositi senza creare danni alla superficie. Anzi, la resina è di per sé già un materiale impermeabile, che, come visto, è anche resistente a batteri e germi: rivestimenti in resina e igienizzazione sono quindi un binomio più che perfetto, che rende la resina la scelta vincente anche per contrastare la diffusione di Covid-19.

Una pulizia migliore con i pavimenti in resina

Abbiamo visto come i pavimenti in resina siano facili da pulire e risultino quindi altamente igienici e antibatterici, quindi ottimi per strutture quali ospedali, cliniche, ristoranti, aziende produttrici di alimenti, laboratori e anche strutture sportive, quali piscine e palestre. Ovviamente sono l’ideale anche per l’igiene domestica: non solo nei bagni in resina, ma in qualsiasi ambiente casalingo.

Anche l’attenzione agli angoli di 90 gradi dove il muro e il pavimento si incontrano è fondamentale. Questi angoli e giunti difficili da raggiungere sono quasi impossibili da disinfettare. La plastica o la gomma che si incollano sulle giunture possono peggiorare le cose, creando un ambiente ideale per la proliferazione di batteri e agenti patogeni. Oltre alla superficie liscia tipica dei rivestimenti in resina, non ci sono giunture da pavimento a parete, aiutando così a minimizzare la diffusione microbica all’interno della stanza. È possibile, infatti, utilizzare profili sguscia perimetrali, soluzioni che ricoprono l’angolo e rendono l’area facilmente igienizzabile, come il resto della stanza e senza fatica.

Soluzioni infinite con una superficie in resina

Ultimo, ma non meno rilevante, i rivestimenti in resina sono disponibili in una vasta gamma di colori e combinazioni. Le soluzioni in resina sono una scelta sempre più popolare perché forniscono agli architetti una grande versatilità di design e contemporaneamente offrono le proprietà di funzionalità richieste nei più svariati tipi di ambienti. Le resine possono essere combinate con scaglie o granuli di quarzo o una moltitudine di altri componenti per creare una serie di effetti visivi sulla superficie in base allo stile dell’ambiente ricercato.

Questa versatilità è a tutto vantaggio anche del tema sicurezza e contrasto alla diffusione di Covid-19: è infatti possibile marcare e definire con un tocco di estetica funzionale gli spazi tra gli operatori di una fabbrica o di un ufficio, distanziandoli in modo semplice e senza separazioni forzate o improvvisate utilizzando colorazioni diverse per ogni postazione.

I pavimenti in resina, facili da pulire e sicuri, non solo aiutano nella lotta contro i batteri e la diffusione dei virus, ma migliorano anche l’aspetto dell’ambiente, garantendo più sicurezza e, per le strutture operanti nei settori che lo richiedono, come alimentari e sanitari, consentono di adempiere agli obblighi legislativi, con la certificazione HACCP.

Per lavori di manutenzione e ristrutturazione delle pavimentazioni la resina è senza dubbio una soluzione ottimale a più livelli: un inaspettato alleato anche per l’igiene che può aiutare a contrastare la pandemia in corso.