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Nel progetto d’interni, spesso sono i dettagli a determinare la qualità dello spazio.
Uno di questi è il battiscopa: elemento funzionale per tradizione, ma anche segno visivo che interrompe o accompagna la continuità tra pavimento e parete.
Con la resina epossidica, questo dettaglio può essere ripensato o addirittura eliminato, trasformandosi da necessità tecnica a scelta progettuale consapevole.

Oltre il battiscopa tradizionale

Nei pavimenti tradizionali – ceramica, parquet, pietra – il battiscopa nasce come soluzione tecnica:
copre le inevitabili imperfezioni del punto di incontro tra pavimento e muro, assorbe le tolleranze di posa, protegge le pareti.

La resina epossidica, invece, lavora secondo una logica diversa.

Grazie alla sua natura fluida e plastica, viene colata e spatolata in modo continuo, adattandosi al supporto e raggiungendo anche punti difficilmente lavorabili con materiali modulari.
Questo consente una posa senza giunte, senza fughe e senza interruzioni visive.

La resina come materiale di continuità

Dal punto di vista tecnico, la resina epossidica è un polimero termoindurente bicomponente che, una volta catalizzato, crea una superficie:

  • altamente aderente
  • impermeabile
  • resistente all’usura e agli agenti chimici
  • perfettamente continua

Ma è sul piano progettuale che esprime il suo vero potenziale.

Quando pavimento e pareti vengono rivestiti in resina, il passaggio tra superfici smette di essere un problema da nascondere e diventa un gesto architettonico pulito, intenzionale.

Il battiscopa non serve più.

Superfici continue: una scelta progettuale, non una moda

Eliminare il battiscopa non è una semplificazione, ma una presa di posizione progettuale.

Significa:

  • ridurre il numero di elementi nello spazio
  • rafforzare la lettura dei volumi
  • ottenere ambienti visivamente più ampi e ordinati
  • valorizzare luce, materia e proporzioni
Per questo motivo, la continuità pavimento-parete in resina è particolarmente apprezzata in:

  • residenze contemporanee
  • bagni e cucine
  • spazi contract e hospitality
  • showroom e ambienti espositivi

Contesti in cui l’assenza di interruzioni visive diventa parte integrante del linguaggio progettuale.

Interno negozio con sedute rosse ed accessori moda

Quando il battiscopa può ancora esistere

In alcuni progetti, il battiscopa non viene eliminato ma reinterpretato:

  • risvolto in resina
  • raccordo morbido tra superfici
  • elemento integrato e non applicato

Anche in questo caso, la resina offre una libertà progettuale che altri materiali non consentono.

La resina come strumento per architetti e designer

Utilizzare la resina non significa scegliere una finitura, ma adottare uno strumento progettuale capace di risolvere nodi tecnici ed espressivi allo stesso tempo.

Il tema del battiscopa ne è un esempio chiaro: da elemento necessario a dettaglio superfluo, fino a scomparire del tutto.

Una possibilità che interessa sempre più architetti e interior designer, alla ricerca di superfici coerenti, continue e prive di compromessi visivi.

Nel progetto contemporaneo, la qualità passa anche dall’eliminazione del superfluo.
La resina epossidica permette di farlo in modo controllato, tecnico e duraturo.

Non per semplificare, ma per progettare meglio.

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